Friggitrice ad aria: com’è andata la prima esperienza

Dopo aver letto svariati articoli sulla Friggitrice ad aria professionale, che promettono cotture perfette con l’utilizzo di pochissimo olio, mi sono finalmente deciso a comprarne una. Così, ho navigato un po’ in internet per cercare il modello giusto per me: senza citare la marca, ho optato per uno con il cestello capiente, visto che in famiglia siamo in quattro.
Premetto che a casa cerchiamo di variare molto la cucina, di provare ricette che vanno un po’ al di là delle classiche casalinghe e che il fritto ci piace molto. Proprio per questo l’idea di cucinare senza olio e quindi guadagnare in salute ci ha da subito incuriosito.
Comunque, in questo articolo, voglio raccontare un po’ come andato il primo approccio con la nostra nuova friggitrice senza olio.

Friggitrice ad aria, primo test: patatine fritte

Appena ricevuto il pacco dal corriere, l’ho subito aperto e ho trovato uno strumento dal design compatto ed elegante. Nella confezione c’era anche un piccolo ricettario, perfetto per mettere alla prova anche le funzioni grill e forno. Naturalmente il primo test non poteva non essere fatto che con le patatine fritte.
Visto che sono uno scettico nato, ho scelto di non utilizzare neanche un goccio d’olio per friggere circa 800 gr di patatine congelate.
Accendo la friggitrice, in pochi minuti si scalda, inserisco nel cestello le patate, seleziono il programma pre impostato e avvio la cottura. Ammetto che un paio di volte ho saltato le patatine nel cestello (vabbè che dicono che fa miracoli, vabbè metterla alla prova, però questo mi sembrava proprio indispensabile).
Quando l’avviso acustico si fa sentire per dirmi che la cottura è terminata, devo dire che sono rimasto davvero sorpreso: le patatine avevano un aspetto dorato e in cucina non c’era neanche odore di fritto!
Un po’ di sale e passo all’assaggio: buonissime! Croccanti fuori e morbide dentro, veramente gustose.

Friggitrice senza olio, secondo test: arrosto

Continuo nella prova e passo al secondo test, vado sul difficile e ci provo con l’arrosto. Apro il ricettario per prendere spunto e procedo. Anche qui, preparo la carne con un po’ di condimento, la metto nel cestello, scelgo il programma adatto e schiaccio il pulsante. A quanto pare questa famosa cottura ad aria calda funziona davvero: l’arrosto è venuto cotto a puntino e non era per niente secco (che era la mia principale paura). Sapore ottimo!

Lavaggio

Contento e soddisfatto dell’acquisto e per i soldi spesi bene, metto in lavastoviglie il cestello antiaderente, pulisco con un colpo di spugna la friggitrice ad aria ed ho già finito le pulizie.
Questa è una delle caratteristiche che preferisco, perché pulire la mia friggitrice ad olio è sempre stata una rottura, se poi penso a come imbrattavo i fornelli quando friggevo in padella, poter lavare in lavastoviglie è una vera manna!

In conclusione, la friggitrice ad aria calda ha superato le mie aspettative. Penso che sia davvero un modo nuovo di cucinare: i cibi sono cotti bene, rimangono gustosi e saporiti. Se aggiungiamo poi il fatto che si può spaziare in mille ricette, allora bisogna ammettere che questi dispositivi mantengono anche più di quello che promettono. Assolutamente consigliati!

Sapore di Malesia al Westin Excelsior

Continua il viaggio alla scoperta di culture e sapori lontani al Westin Excelsior di Roma.
Lo scorso 7 settembre, nell’esclusiva cornice del Ristorante Doney, #AgenziaReclam ha partecipato alla rassegna gastronomica in collaborazione con l’Ambasciata della Malesia e lo Stato di Malacca.

Un tripudio di gusti e di colori, quello a cui abbiamo assistito, curato fin nei minimi dettagli dallo Chef executive James Foglieni e dagli Chef malesi Zaini Jaid e Ghapur Abu Bakar.
Un incontro tra culture, che è partito dai sapori raccontati nei tanti piatti esposti come vere operde d’arte al Doney, per poi proseguire con la scoperta di come un classico prodotto italiano quale il “panpepato romano” possa prendere cittadinanza malesiana!
“Un connubio possibile grazie all’aggiunta di frutta esotica e pepe” ci assicura Angelo Colapicchioni, noto panificatore romano, che grazie al suo estro ha regalato al mondo un ricercata prelibatezza che ben si abbina ai formaggi.
Anche gli altri aromi e profumi protagonisti della rassegna, ci hanno stupito e rapiti: da quelli più forti delle tante varianti di pollo e spaghetti, a quelli più dolci dei diversi tipi di spiedini di carne e mini dessert a base di cocco e riso.
Ma ciò che ricorderemo di sicuro sarà la composta ma sincera accoglienza dell’Ambasciatore e della sua famiglia e i colori variopinti e lucenti dei costumi tradizionali che la maggior degli ospiti indossava.
A rendere infine ancora più tipica e caratteristica l’atmosfera, le danze di un gruppo musicale malesiano e pitture dei batik presenti nella hall e nel ristorante.
Una rassegna che ci ha portato a scoprire usi e costumi di una terra lontana eppure così “avvicinabile” e amica… almeno per una sera! E che sera!!!